elogio delle pale eoliche

voglio la tua voce dentro le iridi
come filtro controluce per rubare il mondo.

Contemplare i rischi ottici
le eclissi
la reciprocità come una condanna
il bianco cosmico ricambia lo sguardo
(di sbieco)
Trincee d'edera fra le tue lacrime
e oltre il crinale crivellato di pale eoliche (splendide)
quei tramonti cinematici scagliati addosso come l'eco di un amore testardo,
invece quelli incomparabili da inseguire
una sfida e un invito
– qualcosa di vasto e freddo insegue a sua volta
(forse è dolore, forse l'Oceano)

Avanti
Avanti

sulla ringhiera verso l'Oceano ad ascoltare, il gelato colava fuori e quando il sole ha finito di colare siamo rimasti